Siamo felici di annunciare che è ufficialmente aperto il Bando Servizio Civile Ambientale 2025! Questa è un’occasione unica per chi desidera impegnarsi concretamente per l’ambiente, sviluppare competenze e dare un contributo tangibile sul territorio.
I/le volontari/e selezionati/e potranno svolgere il proprio servizio sia a Torino che nel nostro ambito del Circolo Legambiente Il Pioppo (Novara). Le attività previste riguarderanno: educazione ambientale nelle scuole, supporto ai centri di educazione alla sostenibilità, promozione di campagne e eventi, comunicazione ambientale, gestione di spazi informativi, e altro ancora in collaborazione con le comunità locali.
Se intendi candidarti, ti invitiamo a farcelo sapere: scrivici una mail (o contattaci tramite i canali social del Circolo) prima di inviare la domanda, così possiamo coordinare e supportarti nel processo.
Puoi presentare la tua candidatura online attraverso la piattaforma ufficiale del Servizio Civile Ambientale entro le ore 14:00 del 15 ottobre 2025. Nel sito di Arci Servizio Civile trovi il testo completo del bando e tutti i requisiti e criteri di selezione. Non perdere questa opportunità per vivere un’esperienza di crescita, impegno sociale e cura dell’ambiente insieme a Legambiente Il Pioppo!
Più biodiversità urbana grazie a una gestione attenta del verde pubblico: è quanto emerge dalla prima fase del monitoraggio condotto dall’Università del Piemonte Orientale nel progetto “Novara Città in Erba”, dedicato agli insetti impollinatori.
Il progetto Novara Città in Erba, promosso da Legambiente Il Pioppo, Assa, Upo e Comune di Novara grazie al contributo di Fondazione Comunità Novarese, ha studiato per la prima volta in modo sistematico gli effetti dello sfalcio differenziato sulla presenza di impollinatori come api selvatiche, farfalle, coleotteri e sirfidi.
«La prima fase del monitoraggio, che durerà un anno, è stata realizzata tra maggio e giugno 2025, e ha coinvolto dodici siti in città, per un totale di 24 punti di campionamento. In ogni sito si è confrontato un punto a sfalcio regolare dell’erba con uno a sfalcio differenziato, dove il prato è stato lasciato crescere più a lungo o tagliato a zone, simulando una gestione “a mosaico”» ha spiegato Luca Dessì, ricercatore che coordina il team.
I ricercatori hanno impiegato retini entomologici per 15 minuti per punto, accompagnati da osservazioni dirette e analisi in laboratorio per identificare le specie trovate. I numeri ad oggi sembrano interessanti: sono stati raccolti complessivamente circa 800 individui, e la presenza totale di impollinatori risulta più alta nei punti gestiti con sfalcio differenziato. Le api selvatiche , le api domestiche , le farfalle e i coleotteri sono risultati più abbondanti nelle aree dove il taglio era meno invasivo, ma ovviamente bisognerà attendere la fine del monitoraggio e i test statistici per avere dati più precisi e confermare le prime osservazioni.
«Una differenza non trascurabile, che conferma quanto la diversificazione della gestione del verde possa influenzare positivamente la biodiversità urbana. Unica eccezione: le mosche impollinatrici, il cui numero totale e medio si è mantenuto simile tra i due tipi di gestione, suggerendo una differente sensibilità di questo gruppo agli interventi di manutenzione» ha aggiunto Dessì «Il risultato più incoraggiante riguarda le api selvatiche, considerate un indicatore ecologico chiave per lo stato di salute degli ecosistemi urbani. La loro maggiore presenza nei punti in cui l’erba non è stata sfalciata suggerisce che anche in città sia possibile creare ambienti favorevoli alla loro sopravvivenza, semplicemente lasciando fiorire i prati e riducendo l’intervento umano».
«I primi dati del monitoraggio sembrano confermare ciò che da tempo sosteniamo: anche in città si può fare vera ecologia, partendo da scelte semplici ma coraggiose. Con “Novara Città in Erba” volevamo dimostrare che un’altra gestione del verde è possibile, ed è anche più utile alla biodiversità e al benessere dei cittadini. Al termine del monitoraggio, grazie all’Università del Piemonte Orientale e al sostegno di Fondazione Comunità Novarese, potremo avere delle evidenze scientifiche» ha affermato il presidente del Circolo Il Pioppo Roberto Gazzola commentando i primi dati disponibili.
«Abbiamo sempre pensato che l’erba alta non fosse sinonimo di incuria, ma di attenzione. Dove il prato viene lasciato crescere, le api tornano, le farfalle volano, e il paesaggio cambia. Lo sfalcio differenziato è un modo intelligente per conciliare estetica urbana, necessità di manutenzione e salvaguardia della natura» ha continuato Gazzola che ha aggiunto «non è solo una questione ambientale, ma anche culturale: significa cambiare sguardo sul verde urbano, educare al rispetto del tempo della natura e costruire una città più accogliente per tutti, umani e non»
Il progetto si inserisce in un più ampio movimento europeo volto a ripensare la gestione degli spazi verdi urbani in chiave ecologica e sostenibile. Diverse città, infatti, stanno sperimentando pratiche di sfalcio ritardato o parziale per favorire la presenza di flora e fauna autoctona, con benefici anche per la qualità dell’aria e il benessere dei cittadini. “Novara Città in Erba” dimostra che anche piccoli cambiamenti nelle pratiche cittadine possono avere un impatto concreto sull’ambiente urbano. L’esperienza maturata dall’UPO, unita ai dati raccolti, potrà ora guidare scelte più consapevoli nella pianificazione del verde pubblico, facendo di Novara un modello replicabile a livello nazionale.
«L’obiettivo è che “Novara Città in Erba” non resti un’esperienza isolata, ma diventi una buona pratica permanente, da estendere e replicare. Se vogliamo città più vivibili e resilienti, dobbiamo partire proprio da qui: dal basso, dal prato, dai fiori e da chi li impollina ogni giorno» ha concluso Gazzola.
C’è una Novara che guarda al cielo e una che guarda sotto l’erba. Da decenni, il gruppo di Zoologia dell’Università del Piemonte Orientale, guidato dai professori Irene Pellegrino e Marco Cucco, studia la biodiversità urbana, in particolare le specie alate che popolano i nostri centri: rondoni, rondini, balestrucci e pipistrelli. Animali che, con la progressiva scomparsa degli habitat naturali, hanno trovato nelle città un rifugio, pur dovendo fare i conti con inquinamento, pesticidi e la scomparsa di cavità dove nidificare nei palazzi.
Oggi, grazie al progetto "Novara Città in Erba", l’attenzione si sposta sugli insetti impollinatori, sentinelle silenziose della salute ambientale e protagonisti indispensabili degli equilibri ecologici. «Le api, i bombi, le farfalle – e molti altri insetti meno noti – svolgono infatti un ruolo cruciale: garantiscono l’impollinazione del 74% delle piante spontanee europee e dell’84% di quelle coltivate» spiegano Pellegrino e Cucco.
Ma gli impollinatori sono in pericolo. Gli scienziati parlano apertamente di «un collasso degli insetti: la perdita di habitat, l’inquinamento, i cambiamenti climatici e l’agricoltura intensiva stanno decimando le popolazioni, con un terzo delle specie di api e farfalle europee in declino. Un crollo che coinvolge anche gli uccelli insettivori e i pipistrelli che si nutrono proprio di questi piccoli animali».
È qui che entra in gioco la sfida dell’ecologia urbana: trasformare le città in spazi ospitali per la biodiversità. «Anche gli ambienti urbanizzati possono diventare rifugi preziosi per la fauna selvatica, purché vengano gestiti con consapevolezza», spiegano i ricercatori. Tra gli interventi più semplici ma efficaci, uno in particolare: ritardare lo sfalcio delle aree verdi, permettendo ai fiori di completare il ciclo vitale e offrire nutrimento agli insetti.
Novara può diventare un modello virtuoso, una città in cui la cura del verde pubblico non è solo decoro, ma un atto di responsabilità ambientale. "Novara Città in Erba" non è solo un progetto scientifico, ma una visione: abitare spazi condivisi anche con gli altri abitanti silenziosi del nostro ecosistema.
Perché portare i bambini nel prato della scuola? Perché educare alla natura già dai primi anni? Le risposte stanno nel corpo stesso dei bambini, nella loro curiosità istintiva, nel bisogno profondo di toccare, annusare, esplorare. Fare esperienze nella natura significa attivare tutti i sensi, potenziare abilità motorie e cognitive, rafforzare legami emotivi e relazionali. È un’educazione integrale, dove il corpo e il pensiero crescono insieme. E proprio da questa relazione con l’ambiente può nascere una coscienza ecologica solida, basata sull’esperienza diretta, sull’emozione, sulla meraviglia.
Dai più piccoli ai più grandi, ogni attività proposta nel progetto Novara Città in Erba parte dall’osservazione del reale: cosa vive in questo prato? Che forma ha questo fiore? Cosa fa questa ape? Le domande diventano motore di apprendimento, in un approccio che valorizza la curiosità naturale di ogni età.
L’obiettivo è ambizioso: formare cittadini consapevoli, capaci di vedere valore nel verde che li circonda, anche in città. E forse è proprio questo il primo passo verso un futuro più sostenibile.
Ma non si tratta solo di imparare “della natura”. L’educazione ambientale, come proposta nel progetto, è anche educazione con la natura e nella natura. Uno spazio vivo, mutevole, che stimola l’adattamento, la creatività, il lavoro di gruppo. Camminare tra l’erba alta, notare le differenze tra le foglie, disegnare ciò che si vede: gesti semplici, ma potenti, che nutrono una mente attenta e rispettosa.
C’è un legame diretto tra l’esperienza concreta e lo sviluppo del senso di responsabilità: se un bambino ha visto un’ape impollinare un fiore, è più facile che, crescendo, scelga di proteggerla. Se ha riconosciuto la bellezza di una “erbaccia”, sarà più propenso a difendere la biodiversità, anche urbana.
Novara Città in Erba semina tutto questo. Con piccoli gesti, nei prati delle scuole, sta coltivando una nuova cultura ecologica. Una cultura che inizia dai bambini, ma parla a tutta la comunità.
Il verde urbano come aula a cielo aperto. È questa la visione che anima il progetto “Novara Città in Erba”, promosso dal Comune di Novara insieme al Circolo Il Pioppo di Legambiente, all’Università del Piemonte Orientale e ad Assa con il contributo di Fondazione Comunità Novarese. Ad essere coinvolto sarà anche il Centro di Educazione Ambientale “Tutti giù per terra” che dal 2020 crea percorsi di educazione ambientale per le scuole del territorio.
Anche per Novara Città in Erba si prevede un’azione educativa diffusa, che coinvolga scuole dell’infanzia, primarie e secondarie in percorsi di esplorazione della biodiversità urbana. Attraverso uscite guidate nei giardini scolastici e nei parchi cittadini, bambine e bambini diventano piccoli esploratori: osservano il prato, scoprono insetti impollinatori, catalogano fiori spontanei. Muniti di taccuini, lenti d’ingrandimento e albi illustrati, imparano a guardare con occhi nuovi quello che prima appariva invisibile.
“«Ce lo chiedono i loro sensi – racconta Marzia Giovannoni, educatrice del CEA –: mani, piedi, occhi, bocche. I bambini sono naturalmente attratti dal fuori, dal piccolo movimento tra i fili d’erba. Il verde offre una palestra sensoriale, motoria, emotiva, relazionale». Un’educazione che non solo insegna, ma nutre. Favorisce la crescita integrale dei più piccoli e getta le basi per una coscienza ecologica autentica.
Nel progetto si parla di api, farfalle, foglie e semi, ma si parla anche – e soprattutto – di cittadinanza. Perché riconoscere il valore della natura in città significa imparare a prendersene cura. I ragazzi più grandi, coinvolti in attività di osservazione e ricerca, sono accompagnati a riflettere sul senso dello “sfalcio differenziato”, sulla coesistenza tra uomo e natura, sull’importanza della biodiversità anche in contesti urbanizzati.
Ma il valore di Novara Città in Erba sta anche nella costruzione di un linguaggio comune tra scuola e ambiente. L’esperienza diretta all’aperto diventa ponte tra mondi che spesso viaggiano separati. La natura non è più solo oggetto di studio, ma luogo di relazione, scoperta, apprendimento. Il prato della scuola si trasforma così in spazio educativo permanente, dove è possibile coltivare non solo piante, ma pensieri, domande, idee.
«Educare alla biodiversità – si legge nei riferimenti del progetto – significa sviluppare un amore profondo per la natura, che guida verso atteggiamenti rispettosi e consapevoli». E se questo amore nasce presto, attraverso esperienze autentiche, può accompagnare tutta la vita. Con Novara Città in Erba, la scuola si apre al mondo, diventa parte attiva della città e della sua trasformazione. E i cittadini di domani, oggi seduti nei cerchi sull’erba, imparano che anche osservare una formica può essere un gesto rivoluzionario.
“Novara in Erba” è un progetto innovativo di Legambiente Circolo Il Pioppo che riguarda le aree verdi cittadine e che nasce per bilanciare l’esigenza di decoro con la necessità di preservare e incrementare il grado di naturalità del contesto urbano. La Fondazione Comunità Novarese, nel contesto del Bando “Opportunità Clima” ha scelto di sostenerlo con un contributo di 30.000 euro perché crede, fermamente, che questo tipo di sperimentazione sia fondamentale per cercare di ripristinare un sano equilibrio in tema ambientale e anche perché la campagna di comunicazione collegata a questo progetto, che vede impegnata una cordata importante di partner come Comune di Novara, Assa, Università del Piemonte Orientale, sia necessaria per coinvolgere la comunità (partendo dai più piccoli con le azioni nelle scuole) nella comprensione del valore di simili pratiche.
Una Fondazione di Comunità, sicuramente, ha come compito quello di erogare contributi per rendere possibili iniziative e attività che migliorino la qualità di vita della propria comunità di riferimento ma, al contempo, gioca un ruolo fondamentale per affrontare le grandi sfide del nostro tempo: è un soggetto politico, economico e culturale in grado di essere motore di cambiamenti radicali, duraturi e potenzialmente replicabili. È un ente filantropico con una enorme potenzialità strategica, che può avere un grande impatto e fare la differenza soprattutto se si parla dei grandi temi che caratterizzano il nostro tempo come le guerre, le pandemie, l’isolamento sociale, la migrazione e non per ultima la crisi climatica.
Ecco perché il progetto “Novara in erba” ha ottenuto l’attenzione della Fondazione Comunità Novarese che ha scelto di diventarne, quindi, sostenitore e partner strategico. Non tagliare (o ridurne la frequenza) l’erba ha uno scopo preciso: permettere ai fiori selvatici di crescere liberamente offrendo nutrimento e rifugio a numerosi insetti tra cui gli impollinatori, essenziali per il mantenimento della salute degli ecosistemi. Sul territorio del Novarese si tratta di un esperimento ma promuovere questo genere di approccio rappresenta uno strumento educativo utile a stimolare discussioni su pratiche sostenibili e ad aumentare la consapevolezza ambientale coinvolgendo la comunità nella conservazione degli ecosistemi.
La Fondazione ha scelto di sostenere questo progetto ma auspica l’aiuto e la collaborazione di tutta la comunità non solo dal punto di vista delle donazioni che possono, potenzialmente, ampliarne la durata e le azioni, ma anche da quello della comprensione profonda di questa nuova pratica che riflette un nuovo modo di intendere e vivere il verde urbano. Il coinvolgimento dei più piccoli attraverso le azioni in classe segue la filosofia dell’ente che opera, costantemente, rivolgendosi a tutte le fasce d’età con l’obiettivo di formare cittadini (“in erba”) più consapevoli e abituati a relazionarsi in modo positivo con l’Altro.
Ha preso ufficialmente il via “Novara Città in Erba” , il progetto promosso da Legambiente Circolo Il Pioppo con la partecipazione del Comune di Novara, Università del Piemonte Orientale, Assa e il sostegno della Fondazione Comunità Novarese. Un percorso innovativo di trasformazione del verde urbano che durerà due anni e coinvolgerà scuole, cittadini e istituzioni e che prevede l’implementazione dello sfalcio differenziato. Con questa prima uscita, il Corriere inaugura la rubrica che seguirà passo dopo passo lo sviluppo del progetto.
«Il nostro obiettivo è cambiare il modo in cui pensiamo e curiamo il verde urbano – spiega Roberto Gazzola, presidente del Circolo Il Pioppo – . Troppo spesso le aree verdi vengono trattate come meri spazi ornamentali. Noi vogliamo restituire loro un valore ecologico, educativo e sociale grazie al supporto dei nostri partner e con un approccio scientifico che verrà fornito dal monitoraggio effettuato dai dottorandi di Upo».
Al centro del progetto c’è l’adozione dello sfalcio differenziato, una pratica che consiste nel taglio selettivo dell’erba, lasciando crescere zone di prato per favorire la biodiversità. Una scelta semplice, ma potente: insetti impollinatori, piccoli animali e varietà vegetali possono prosperare, contribuendo a un ecosistema urbano più sano. In diverse aree verdi della città sono state infatti individuate delle zone, appositamente recintate e segnalate, in cui l’erba verrà lasciata crescere e non tagliata, per monitorare gli effetti sull’ecosistema urbano di questo modello adottato già da diverse città europee.
«L’erba alta non è sinonimo di incuria – sottolinea Gazzola –. È un segnale di attenzione alla natura, un modo per rimettere in circolo la vita nei nostri quartieri.» Il progetto prevede anche un ampio coinvolgimento delle scuole: incontri, laboratori e attività all’aperto guideranno bambini e ragazzi alla scoperta della natura in città. Un modo per creare consapevolezza ecologica fin dalla giovane età.
Altro pilastro dell’iniziativa è la partecipazione attiva dei cittadini. Saranno organizzati momenti di confronto, passeggiate ecologiche e incontri pubblici. L’obiettivo è costruire una comunità che si prenda cura in prima persona del proprio ambiente. «Non vogliamo imporre un modello dall’alto – aggiunge Gazzola –. Vogliamo costruirlo insieme, quartiere per quartiere, ascoltando le persone». Con “Novara Città in Erba”, Legambiente lancia una sfida culturale: passare da una manutenzione del verde “asettica” a una gestione viva, dinamica e condivisa. Neiprossimi mesi seguiranno incontri su cambiamento climatico, gestione delle risorse, buone pratiche urbane.
La rubrica “Novara Città in Erba” racconterà questa trasformazione. Un cammino verde, ma soprattutto condiviso.
Il miscuglio è composto da numerose specie annuali ideali per una fioritura rapida e di impatto fin dall’inizio della primavera. La semina di fiori annuali risulta un modo semplice per raggiungere una varietà di colori vibranti differenti. L’area seminata si arricchirà di sfumature durante tutto l’anno con il rosso accattivante dell’adonide e del papavero, i toni di blu e viola del fiordaliso del pisello odoroso e della borragine, arricchiti da un tocco di giallo fornito dal crisantemo campestre. La bustina (5 gr) è sufficiente per seminare una superficie di 1,5 metri quadri
SEMINA SEMINARE IN VASO O SU TERRENO Seminare alla dose raccomandata effettuando 2 passaggi incrociati. Tenendo conto della bassa dose di semina, è consigliata la miscela del miscuglio con un supporto neutro (sabbia, terriccio). Coprire leggermente la superficie e rullare il suolo in modo da assicurare il contatto seme-terreno. Per facilitare la germinazione irrigare con pioggia fine (circa 5 mm al giorno, giusto per inumidire il suolo e mantenere l’umidità in superficie), fino alla nascita delle prime foglie. Evitare ruscellamenti. Seminare fino a maggio/giugno.
CONSERVAZIONE DELLE SEMENTI Le sementi devono essere stoccate in un luogo fresco e asciutto, al riparo dalla luce e dai roditori. Se conservate in queste condizioni le sementi dureranno 3 anni. Data insacchettamento: aprile 2025
Sul sito Appaltiverdi.net, la pagina dell'Osservatorio sulle attività e strumenti per la promozione del Green public procurement di Legambiente e Fondazione Ecosistemi, è stato pubblicato un secondo articolo sul progetto “Acquisti Verdi in Comune”, progetto promosso da Legambiente Circolo “Il Pioppo” Ovest Ticino e Novarese e partito nel marzo del 2022.